mercoledì 4 maggio 2011
lunedì 2 maggio 2011
HABEMUS PAPAM di Nanni Moretti
Una nuova moda, un nuovo filone per catturare l’attenzione del pubblico di bocca buona: i difetti dei potenti da risolvere. Come nello squallido “ Il discorso del re”, dove se non altro la storia è vera, Moretti ci prova con l’inadeguatezza di un Papa. Operazione altrettanto squallida. Dov’è il Moretti caustico e ironicamente ispirato degli anni passati? Facendo un confronto farei un’equazione paragonabile ai vecchi “amici miei” con la nuova ultima versione. Anche le sequenze, spesso fuori contesto, alle quali eravamo abituati, ma che arricchivano il film come in una licenza poetica, sanno di stantio e di forzato. Nessun apporto né politico, né psicologico, né filosofico. Insomma una prova troppo infantile perché meriti un plauso.
venerdì 4 marzo 2011
THE FIGHTER di David O. Russell
Come nella musica con sette note si possono creare un’infinità di melodie, così in qualsiasi forma artistica, un tema, anche se abusato, può generare un capolavoro.
L’abilità di David O. Russell di reinventare un argomento ponendolo in una prospettiva, sia documentaristica ( la naturalezza dell’interpretazione), che cinematograficamente completa (musica, montaggio, fotografia, ritmo e cura dei particolari) ci restituisce un’opera di grande valore ed indimenticabile. Difficile immaginare che si possa ancora dare vitalità e catalizzare l’attenzione sul tema della boxe, ma la fantasia, l’umanità, la psicologia e la forma (tra un Danny Boyle e un Ken Loach ) usati in quest’opera portano a momenti di poesia che meriterebbero di passare alla storia nell’universo cinematografico. Collegando metaforicamente questo regista all’argomento del pugilato, posso dire di non vedere nel riconoscimento della sua capacità un “incontro truccato” come nel caso, a mio avviso, del regista de “Il discorso del re” e considero da Oscar tutti e due i protagonisti.
L’abilità di David O. Russell di reinventare un argomento ponendolo in una prospettiva, sia documentaristica ( la naturalezza dell’interpretazione), che cinematograficamente completa (musica, montaggio, fotografia, ritmo e cura dei particolari) ci restituisce un’opera di grande valore ed indimenticabile. Difficile immaginare che si possa ancora dare vitalità e catalizzare l’attenzione sul tema della boxe, ma la fantasia, l’umanità, la psicologia e la forma (tra un Danny Boyle e un Ken Loach ) usati in quest’opera portano a momenti di poesia che meriterebbero di passare alla storia nell’universo cinematografico. Collegando metaforicamente questo regista all’argomento del pugilato, posso dire di non vedere nel riconoscimento della sua capacità un “incontro truccato” come nel caso, a mio avviso, del regista de “Il discorso del re” e considero da Oscar tutti e due i protagonisti.
venerdì 28 gennaio 2011
IL DISCORSO DEL RE di Tom Hooper
Semplicemente squallido. Un copione stantio ripetuto ormai, per fare cassetta, mille volte. L’handicap da risolvere, l’iniziale ritrosia, il medico non ufficializzato, il ricatto della necessità per rendere docile il cliente, la sorpresa per l’importanza del personaggio da guarire, la suspance per la riuscita della cura, il finale gioioso e “inatteso”. Tanta la gioia e la liberazione per l’ottenuto discorso senza intoppi, che, ciliegina sulla torta, tutta l’Inghilterra esulta per la dichiarazione di guerra. Ridicolo!!!! Ma, signori della produzione, non preoccupatevi per questa recensione, perchè fioccheranno quattro stellette a iosa, dato che in questo caso non è il Re ad essere nudo, ma il regista e non è il caso di passare da stolti.
domenica 18 luglio 2010
martedì 27 aprile 2010
lunedì 8 febbraio 2010
ACQUA
Vorrei fare una domanda. Perché un Comune dovrebbe dare ad un privato la possibilità di speculare sulla distribuzione dell'acqua. In questo dilemma, più che la politica, c'entra il buon senso. Se l'acqua è pubblica ed è un bene primario per la sopravvivenza, che senso ha farla gestire da terzi e a che titolo?
Non è un bene voluttuario di cui si può fare a meno. Quindi il gestore avrebbe anche in mano un potere ricattatorio. L'eventuale compratore e il Comune che soccombe a questo squallido decreto legge sono moralmente paragonabili a rapinatori e ricettatori.
Non c'è bisogno di essere indovini per capire che un eventuale gestore privato, per rendere remunerativa e competitiva l'operazione, cercherà di risparmiare sui controlli, sulla manutenzione delle tubature e sul personale addetto.
Non c'è bisogno di essere indovini semplicemente perché, dove questa procedura è già in atto, avviene proprio questo e non solo per quanto riguarda l'acqua.
Questo è il drammatico risvolto delle privatizzazioni, senza contare l'inevitabile aumento dei costi per il cittadino.
Pensiamo anche a possibili conflitti d'interesse: se una società o un suo prestanome, producesse anche bottiglie di acqua minerale, potrebbe ingenerare una cattiva qualità dell'acqua dal rubinetto, per favorire la sua produzione più remunerativa.
Certamente è squallido che nel 2010 si debba disquisire su questo argomento, che dovrebbe essere nelle nostre menti già scontato; un pò come se perdessimo tempo a porci domande sulla credibilità di oroscopi, maghi e fattucchiere.
Non è un bene voluttuario di cui si può fare a meno. Quindi il gestore avrebbe anche in mano un potere ricattatorio. L'eventuale compratore e il Comune che soccombe a questo squallido decreto legge sono moralmente paragonabili a rapinatori e ricettatori.
Non c'è bisogno di essere indovini per capire che un eventuale gestore privato, per rendere remunerativa e competitiva l'operazione, cercherà di risparmiare sui controlli, sulla manutenzione delle tubature e sul personale addetto.
Non c'è bisogno di essere indovini semplicemente perché, dove questa procedura è già in atto, avviene proprio questo e non solo per quanto riguarda l'acqua.
Questo è il drammatico risvolto delle privatizzazioni, senza contare l'inevitabile aumento dei costi per il cittadino.
Pensiamo anche a possibili conflitti d'interesse: se una società o un suo prestanome, producesse anche bottiglie di acqua minerale, potrebbe ingenerare una cattiva qualità dell'acqua dal rubinetto, per favorire la sua produzione più remunerativa.
Certamente è squallido che nel 2010 si debba disquisire su questo argomento, che dovrebbe essere nelle nostre menti già scontato; un pò come se perdessimo tempo a porci domande sulla credibilità di oroscopi, maghi e fattucchiere.
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