venerdì 6 febbraio 2009

IL CURIOSO CASO DI BENJAMIN BUTTON di David Fincher

Davvero incredibile che si possano investire tante energie, tanto denaro, tanta tecnica del trucco e un’idea così accattivante come quella di raccontare di un uomo che nasce vecchio e che percorre la vita all’indietro fino a ritrovarsi nella culla, per creare un prodotto così infimo.
Le voci narranti dei due protagonisti che spiegano, scena per scena, tutto ciò che sta per succedere è semplicemente paradossale. Per quanto inutile, poiché tutti gli accadimenti sono scontati dall’inizio alla fine. Dialoghi infantili, che hanno il solo scopo di spiegare punto per punto l’evolversi degli eventi. Non si sfrutta neanche la prevedibile meraviglia di chi s’imbatte nella vita dell’uomo “al contrario”: Pare sempre che tutto e per tutti, sia scontato e normale. Recitazione svogliata, come quasi a rendersi conto che stanno costruendo un film freddo e palloso. Un vero polpettone insulso. Brad Pitt non cambia espressione in nessuna circostanza, né davanti alle tragedie, né davanti alle gioie, a parte la piega della bocca. L’unico bravo attore, a mio parere, il bambino adolescente nella parte finale del film.
Fotografia da cartoline ricordo o fondo del desktop. Accompagnamento musicale buttato lì.
Possibile che ancora si facciano “film”, si fa per dire, dove didatticamente si spiega ciò che sta per accadere e subito dopo si espone sistematicamente attraverso la pellicola ciò che la voce narrante ha detto. Anche le cose più frivole. Ho trovato più professionalità in una telenovela. Ho sperato che finisse alla svelta, ma tutto questo squallore dura 2 ore e 47 minuti.

venerdì 30 gennaio 2009

REVOLUTIONARY ROAD di Sam Mendes

Inizio subito col dire che questo non è un film da perdere. Gli attori sono bravissimi e Leonardo Di Caprio dimostra, ancora una volta, di essere un vero professionista. Solo un vero attore è in grado di immergersi psicologicamente in un personaggio “comune” con tanta efficacia. Troppo facile prendere meriti quando si interpretano individui fuori dalla normalità. In ogni caso, tutti gli attori sono bravi e azzeccati per il loro ruolo.
Grazie alla regia dell’inglese Sam Mendes, il percorso è fatto di tempi, di tagli, di dialoghi, di sguardi, molto ben accordati. Quando l’essere umano, per sfuggire dalla quotidianità, spera in un sogno effimero e costringe il suo compagno a seguirlo in modo ricattatorio, crea inevitabilmente un conflitto all’interno del rapporto che porta spesso alla fine della relazione oppure a una tragedia. Questa la morale del libro, genialmente trasposto in questa opera cinematografica.
Efficace la ricostruzione temporale. La musica accompagna implacabile lo svolgersi degli eventi, quasi in sordina.
Proprio l’argomento, sempre attuale, riguardante la fuga dalla realtà della nostra immaginazione per raggiungere obiettivi fuori dalla nostra portata, che ci accompagna spesso nella vita di ogni giorno, rende la trasposizione vicina ai nostri interessi culturali e difficilmente dimenticabile.
Si nota l’impronta di scuola teatrale del regista, che lo ha certo aiutato nell’uso magistrale della macchina da presa.

sabato 10 gennaio 2009

DESTRA E LIBERTA'

Finalmente liberi, ora che la destra domina nel mondo.
Liberi di massacrare e torturare migliaia di persone in ottemperanza ai nostri interessi e in barba alle risoluzioni ONU.
Liberi di turlupinare finanziariamente per poi farsi ripulire con aiuti statali prelevando dai turlupinati.
Liberi di disinformare o dirottare l’attenzione dove conviene e rovesciare a piacimento cause con effetti.
Liberi di sfornare leggi liberticide dove fa comodo e depenalizzare ciò che intralcia il proprio cammino.
Impossibile fermarli perché hanno avuto l’accortezza di impossessarsi prima di tutto dei mezzi di informazione.
Ormai chi “pensa”, può solo stare a guardare, impotente.
Impossibile creare una consistente aggregazione per contrastare queste scelte scellerate, quindi, informarsi oggi su ciò che sta accadendo, ci rende solo dei “sadici curiosi guardoni”.

mercoledì 3 dicembre 2008

THE MILLIONAIRE di Danny Boyle

Un Danny Boyle all’altezza dell’indimenticabile Trainspotting.
Al cinema si va per vedere “cinema”.
Nel film THE MILLIONAIRE, ci sono tutti gli ingredienti necessari alla rappresentazione di questa forma artistica. Da una fotografia moderna ad un montaggio frizzante, da una musica trascinante a personaggi centrati.
Il finale, una volta raggiunti questi livelli di qualità, può permettersi anche una “licenza poetica”.
Un film che non sarà facile dimenticare, riuscendo, tra colpi di scena, documenti di vita reale e flashback, a farti restare col fiato sospeso fino all’epilogo.
Imperdibile!

giovedì 6 novembre 2008

SVOLTA A SINISTRA

Desidero portare alla vostra attenzione un nuovo tipo di segnalazione semaforica.
Ho già avuto occasione di incontrare questo sistema, anche se raramente, in altre località italiane, ma posso documentarvi con certezza solo quello di una cittadina che frequento abitualmente.
Mi riferisco a Montevarchi in provincia di Arezzo, ed esattamente sulla circonvallazione denominata via Diaz.
Su almeno tre incroci, con semafori di recente installazione, sono presenti lampade con evidenziata la freccia di svolta a sinistra, che diventa verde anche quando il semaforo per il traffico contrario è verde, come normalmente avviene in caso di lampada verde senza freccia.
Pur ipotizzando che si tratti di una nuova regolamentazione del traffico, ritengo la scelta molto rischiosa ed inutilmente pericolosa perché questo nuovo criterio non mi risulta sia uniformemente adottato su tutti gli impianti semaforici dotati di freccia per la svolta a sinistra.
L’attesa al centro della strada, a prescindere dalla segnalazione verde di svolta, dove questo criterio non è adottato, provocherebbe giustamente la protesta degli automobilisti che ci seguono.
Ho provato a segnalare la cosa al comando dei vigili, ma mi sono sentito rispondere che nessuno si è mai lamentato e che quelli sono i semafori di nuova generazione denominati “intelligenti”.
In realtà sono intelligenti perché variano i tempi in base all’intensità del traffico, ma anche perché, a mio avviso, lo sono più di chi li ha installati in quel modo.
Chiedo a voi di eseguire una verifica ed eventualmente denunciarne la pericolosità, allo scopo di evitare prevedibili incidenti.
Con l’occasione trasmetto i miei complimenti e congratulazioni per la vostra trasmissione.
Cordiali saluti, IRO BAZZANTI

Inviata a “STRISCIA LA NOTIZIA” giovedì 6 novembre 2008

Ciao grazie per il messaggio che ci hai cortesemente inviato.
Tutte le lettere indirizzate a Striscia vengono lette con attenzione, ma il loro enorme numero non ci consente di rispondere a ciascuno personalmente.
Se ci sarà possibile, ci metteremo in contatto con te. In ogni caso ti ringraziamo per esserti rivolto a noi.
La Redazione di Striscia.

mercoledì 13 agosto 2008

L'idiozia umana e gli eco-furbi

A volte occorrono degli esempi.
Mettiamo che un sindaco voglia risolvere il problema dell’inquinamento automobilistico di una città, senza perdere tempo in progettualità alternative proiettate sul futuro.
Semplice: basta interdire la circolazione a tutti gli autoveicoli.
Chissà perché non ci aveva mai pensato nessuno!
In toscano si direbbe: tutti i bischeri..., saprebbero risolvere così i problemi.
Mettiamo, invece, di avere a Milano un sindaco un po’ meno “geniale”.
Invece di eliminare tutta la circolazione, ottima pensata, decide di bloccarne solo una parte.
Quale? Naturalmente quella dei mezzi, che a giudizio degli esperti, inquinano di più.
Sfortunatamente sono le macchine dei più indigenti e di chi non si può permettere di cambiare l’auto con un modello più aggiornato, a farne le spese.
Ecco la nostra nuova regina Maria Antonietta: “non hanno pane, che mangino brioche!”.
Ma non fare circolare le suddette vetture, non porta soldi alle casse del Comune.
Nuova pensata: meglio farsi pagare. Magari in modo scaglionato, come per le tasse, ma col concetto rovesciato. I più poveri paghino di più.
Per fare funzionare tutto il meccanismo, a parte il disagio cervellotico e pratico per il pagamento dei vari pedaggi soprattutto per chi si trova a passare per Milano casualmente, occorre creare un sistema costosissimo, sia amministrativo che di controllo con cartelli stradali e telecamere su tutta la cerchia esterna. Ecco la parte amorale e ipocrita della vicenda. E’ bene che le auto inquinanti in circolazione all’interno dei Bastioni siano molte, così da coprire le spese e, inoltre, più sono, più si guadagna.
Ora, capita che le auto più inquinanti circolino sulla circonvallazione al di fuori della cerchia, alla ricerca di un parcheggio per poi entrare in altro modo all’interno.
Ma perché si è voluto proteggere dall’inquinamento solo il centro della città?
Con quale diritto si è scelto di classificare i cittadini in serie A e in serie B, vale a dire senza diritto di aria pulita?
Inoltre, la tassazione dei veicoli in base alla classificazione “EURO”, può essere variata a “insindacabile” giudizio del primo cittadino, innescando a comando la rincorsa all’acquisto dell’ultimo modello di auto adatta a poter circolare liberamente.
Dato il consumo di risorse e lo spreco nella rottamazione, penso sia la scelta più antiecologica che si possa fare, anche se la più remunerativa per le case automobilistiche.
Ho letto che Sindaci di altre città sono molto interessati a copiare dalla prima della classe.
Non c’è da meravigliarsi più di niente, ormai!

mercoledì 7 maggio 2008

SE BERLUSCONI FOSSE STATO DI SINISTRA....


Avrebbe spiegato agli Italiani che votando a destra sarebbero incorsi nel grosso rischio di mandare al governo fascisti, razzisti e potenti affaristi. Responsabili storicamente delle peggiori persecuzioni e genocidi, ma tuttora causa delle più esecrabili ingiustizie e prevaricazioni.
Che continueremmo ad essere servi delle nazioni più guerrafondaie e complici di aggressioni a paesi come l’Iraq, l’Afghanistan e la Yugoslavia, per biechi interessi economici, con annessa ammissibilità di tremende torture, dopo aver sovvenzionato l’islamismo estremo dei talebani in funzione anticomunista e ora facendo proliferare il loro odio verso gli invasori.
Che la sinistra è internazionalista e quindi contraria ad economie oppressive verso altri paesi, la cui popolazione non sarebbe più costretta a fuggire da noi per cercare di sopravvivere, estirpando così il problema dell’immigrazione alla radice.
Che i “terribili estracomunitari” non attraversano pericolosamente i confini perchè bramosi di incontrare l'uomo di sinistra, ma richiamati dal fatto che verranno assunti, prima o poi, proprio da coloro che si riempiono la bocca di anti-immigrazione.
Che pur di avere manodopera a basso costo, lor signori, non hanno esitato, nel 1992 a far aprire le carceri Albanesi per “liberarli dal comunismo” e, nel 2007 ad inserire la Romania, senza garanzie, nella Comunità Europea.
Che se avessero la possibilità di votare, quelli che ora si sono arricchiti facendo gli spacciatori di droga, i protettori di prostitute o gli svaligiatori di villette, sarebbero, per convenienza, sicuri elettori di destra.
Che tra i candidati delle attuali elezioni c’erano personaggi politici indagati o condannati per reati contro il patrimonio pubblico e che la quasi totalità era nelle file della destra.
Che la forbice, tra ricchi e poveri, si sta allargando sempre di più. E’ nostra convenienza pagare più tasse, in base al reddito, e in misura proporzionalmente maggiore sui redditi più alti, per compensare il consumo dei beni pubblici che per creare quel reddito è sottratto alla comunità.
Che se paghi più tasse, vuol dire che hai guadagnato e questo è un bene e non una calamità, perché quei soldi dati allo Stato, quindi depositati per te stesso, sono a disposizione, se non vengono rubati, per tutti i servizi che potrai usufruire e le necessità che non avresti potuto permetterti, come avviene con una qualsiasi Assicurazione.
Che se si vuole abbassare il numero dei reati, la repressione non basta. Sarebbe come togliere acqua dal mare, se non si smette di alimentare una cultura individualistica, consumistica e fideistica.
Che siamo stanchi di passare l’esistenza a difenderci dai ladri e a scansare i mendicanti. Anche quelli legalizzati, come i venditori di cose assurde e inutili e i piazzisti di servizi, in falsa concorrenza ed in seguito alla truffa della privatizzazione dei beni pubblici di servizio come i trasporti, l’energia, le telecomunicazioni e ora anche l’acqua.
Che anche i mezzi di dissuasione verso i reati, sono diventati un business e che bisogna difenderci anche dalle istituzioni, perché il vigile non multa più per educare, ma per fare cassa e i comuni piazzano semafori truccati per aumentare gli introiti. Ma se questa è la cultura che domina e quelli sono esempi facilmente evidenziabili, è molto probabile che questa sia la prassi anche dove non è possibile per noi verificarlo.
Che l’assistenzialismo è diretto solo in minima parte alle classi meno abbienti. In realtà viene elargito ai poteri forti come normale amministrazione: condoni miliardari, sconti ai grandi evasori (quelli scovati), detassazioni ici e successione anche per i ricchi, copertura finanziaria ai gruppi industriali privati che hanno creato danni per loro economicamente irrisolvibili (mucca pazza, polli infetti, disastri ambientali), copertura pagamento dipendenti se sbagliano investimenti, spesso in base a conti debitamente falsificati (cassa integrazione, mobilità ), regalo di risorse a grandi gruppi industriali (acciaio, acque minerali), capitali liberi di andare all’estero che non verranno più ne tassati e né reinvestiti, libertà di delocalizzare le fabbriche all’estero togliendoci il lavoro, ma reimportandoci i prodotti al prezzo corrente.
Che il conflitto d’interesse è diventata una frase retorica, ma nella realtà produce leggi catastrofiche per la popolazione a vantaggio dei pochi che detengono il potere, peggio se anche si tratta di potere economico e dell’informazione.
Purtroppo il nostro “piazzista” di riferimento non era Berlusconi, ma un certo insulso Veltroni.