mercoledì 30 aprile 2008

Nasce la nuova era fascista

I padroni, i ricchi, i prepotenti e i malfattori si sono gradualmente impossessati dei mass media per “formare”, anziché “informare”, la popolazione.
Ora, in seguito all’ignoranza, la conseguente stupidità ha riportato al potere il fascismo.
In altre parole, i condannati a morte sono stati convinti ad eleggere il loro boia.
Penso che questa sia oggettivamente la foto della situazione.

Non ci sono più neuroni nei cervelli.
Nessuno ha mai più spiegato, proprio per la "disinformazione" e per l'esaltazione del "nulla" (vedi programmazione televisiva), l'importanza dei valori sociali; che non serve solo agli altri, ma si riflette sul nostro benessere.
La gente non vota con la testa, ma con l’intestino, ultima parte pensante rimasta.
La maggioranza degli italiani crede di avere vinto!
La maggioranza degli italiani ha perso!
Anche quelli che hanno votato a destra, perchè prima o poi sono destinati a prenderlo nel culo, perchè lor signori ora non hanno più opposizioni tra le palle.
Se qualcosa ci andrà bene, sarà perché saranno stati magnanimi e non per un nostro diritto.
Se andrà male, attraverso i loro mezzi di "informazione", ci faranno credere o che era giusto così o che non potevano fare altrimenti.
Tanto la gente è gia vaccinata.
Ormai digerisce di tutto: dai ladri al potere, alle privatizzazioni, alle guerre, al lavoro come ricatto, fino ai fascisti miliardari al governo.
Questo è il mio pensiero, frutto di un tenace ottimismo.

domenica 30 marzo 2008

TUTTA LA VITA DAVANTI di Paolo Virzì

Finalmente un colpo di coda della cinematografia italiana che potrà entrare nella competizione del cinema intelligente, ormai appannaggio nell’Europa Occidentale di Spagna, Francia e Inghilterra.
Un “reality”, nel vero senso della parola. Questo è l’avvenire dei nostri figli negli anni a venire, in seguito ai grandi paroloni alla moda in questo momento: privatizzazione, mercato, crescita e concorrenza.
Per cosa? Ma! Non si sa. Ma che importa. Questo è il percorso ineluttabile. Credo solo per arricchire alcuni marpioni.
Il nostro tempo, lo passeremo a difenderci dalle truffe. Non solo quelle illegali dei malfattori, ma anche quelle legali. In questo film si analizza con fantasia, con professionalità e con maestria alcune di queste: il rimbecillimento e il condizionamento di chi lavora in un call center; la programmazione psicologica per raggirare l’acquirente “allocco”; lo sfruttamento a scopo di truffa della parte caritatevole del suo animo; il riuscire a piazzargli una cosa inutile e a costo triplicato.
Perché meravigliarsi! Con mia grande sorpresa, parecchi anni fa, una mia nipote mi disse orgogliosa di studiare all’università di Padova “psicologia delle vendite”. Rimasi sconcertato. A scuola si insegna come sprecare le risorse umane e del territorio, anziché come preservarle? E se devi insegnare come spingere un acquisto magari inutile, vuol dire che stai insegnando ufficialmente a mia nipote come metterlo nel c… alla popolazione.
In una situazione così radicata anche un sindacalista che intende portare protezione, non potrà che fare dei danni.
Un ringraziamento alla maturazione di Paolo Virzì che, se non è una meteora, ha dimostrato in questo film di potersi fregiare del titolo di regista. Non è facile montare, fotografare e far recitare così bene tutti gli attori, come in questa pellicola e fare un film divertente su un argomento drammatico.

giovedì 28 febbraio 2008

LUSSURIA SEDUZIONE E TRADIMENTO di Ang Lee

Le prevenzioni e i dubbi sono latenti, dopo le opinioni contrastanti dei critici, ma l’ultima fatica di Ang Lee, non è da perdere. Attraversata la parte iniziale con scetticismo, si anima prima una curiosità, poi una tensione che solo un grande regista di mestiere e una solida sceneggiatura può restituire. Le debolezze umane, sia d’amore che sociali vengono allo scoperto. Così i tradimenti per sesso, per denaro o per paura. I “servi-traditori” al servizio degli occupanti, ora come sempre, fanno parte del paesaggio, purtroppo. L’ambientazione, la fotografia, le atmosfere dell’epoca sono ottimamente rappresentate. Proprio da questo film si deduce che scene di sesso anche esplicite, poiché fanno parte del contesto, scorrono pulite e limpide anche in un cinema di oratorio, dove ho avuto la fortuna di vederlo.
Ciò che capita di vedere in quest’opera, purtroppo, non è solo la rappresentazione di un passato, ma anche quella di un presente in varie parti del mondo. Anche se facciamo finta di non saperlo, siamo in guerra e molti popoli sono sotto occupazione: anche la nostra.
P.S. Purtroppo “lo spettacolo continua”!
L’essere andato al cinema non vuol dire che ho accettato supinamente “le invasioni barbariche” dell’Iraq da parte di alcuni paesi occidentali tra cui il nostro e non ne voglio essere complice.

domenica 17 febbraio 2008

Milano di giorno

Il Comune di Milano nega iscrizione alle scuole materne ai bimbi figli di immigrati che non hanno ancora il permesso di soggiorno


Per la grande richiesta di mano d’opera a basso costo, abbiamo i nuovi schiavi in parcheggio. Sono i cosiddetti irregolari, perché non hanno ancora il permesso di soggiorno. Ai quali, quando sarà il momento e quando ci farà comodo, daremo la patente di esseri umani.
Sono arrivati, spesso sfidando rischi enormi e pagando, ma chi ce l’ha fatta (i più forti e i più fortunati), ora sono lì in attesa di essere sfruttati per i mestieri più umili e gravosi.
Non dimentichiamoci che se non fosse per chi li cerca per sostituirli a noi per risparmiare, starebbero a casa loro.
Ma i bambini, inconsapevoli vittime delle nostre nefandezze, in una società appena un po’ civile, non dovrebbero essere puniti per gli errori dei propri genitori. Se si può chiamare errore la ricerca di un’esistenza più decente per i figli, lontano dai loro paesi martoriati da un’infame economia di mercato.
Ma, se per una strumentale e pretestuosa esigenza di legalità, si devono emarginare dei piccoli innocenti, perché non farlo anche con i figli dei pregiudicati, delle puttane o degli indagati. In quest’ultimo caso neanche un eventuale pargolo della “signora” Moratti avrebbe diritto all’asilo. IRO BAZZANTI 17-02-2008

PROMEMORIA da MILANO 2.0- 29-11-07
Vi ricordate le maxi consulenze pagate dalla Moratti a 91 presunti professionisti (molti neanche laureati), quasi tutti ex candidati del centrodestra che non hanno superato le elezioni? Ebbene, pare proprio che l’inciucio non sia piaciuto alla Corte dei conti della Lombardia che sta per chiudere la «vertenza» sulle maxi consulenze.
La procura si appresta a contestare formalmente al sindaco un danno alla casse del Comune pari ai due milioni e mezzo di euro: gli stipendi percepiti dai consulenti fino ad oggi.
Ovviamente tutti gli assunti con maxi stipendi sono soprattutto ex candidati di centro-destra “trombati” alle elezioni (anche di altre regioni). Oltre alla vertenza che pende come una ghigliottina sulla testa della Moratti, è stata aperta anche una bella inchiesta penale per abuso d'ufficio.
La signora Moratti rischierebbe di dover sborsare di tasca propria il danno subito alle casse comunali. L'esposto riguarda 63 assunzioni esterne, 54 delle quali nel ruolo dirigenziale per pagare le quali, secondo i calcoli dei consiglieri di minoranza, il Comune dovrà affrontare fino al maggio 2011 — quando le consulenze scadranno insieme con la giunta — una spesa di 9 milioni e 20 mila euro, di cui 8 milioni e 56 mila per i soli dirigenti con una media di stipendio dai 140 ai 190 mila euro.
Ma veniamo alle presunte irregolarità.
La maggior parte degli assunti non è laureata. Uno scoglio che parrebbe insormontabile, ma che è stato abilmente bipassato da una modifica introdotta tre giorni prima del varo delle consulenze.
Un “ritocchino” del regolamento comunale che autorizza, anche in mancanza del titolo universitario, il conferimento di incarichi dirigenziali e di alta specializzazione con contratto a tempo determinato a «soggetti esterni di particolare e comprovata qualificazione professionale che possano sopperire alla mancata formazione universitaria».
Un cambiamento che secondo gli investigatori contabili sarebbe illegittimo, dato che discosterebbe il regolamento comunale dalle leggi nazionali. L'indagine si è soffermata particolarmente sull’ufficio stampa del Comune dove risulterebbe il maggior numero di presunte irregolarità.
Il caso emblematico: la qualifica di vice capo servizio di un fotografo assunto a poco meno di 80 mila euro lordi l'anno. Non male per uno che come unica esperienza vanta di essere stato «fotografo personale di Letizia Moratti» dal dicembre 2005 al giugno 2006 durante la «campagna politica», come scritto nel curriculum allegato alla delibera d'incarico.
In altri paesi una notizia del genere avrebbe fatto tremare le poltrone di Palazzo Marino, magari tutto questo avrebbe portato alle dimissioni del sindaco, reo di favoreggiamento e di regalare incarichi facili e soldi facili. Tante domande meriterebbero risposte chiare. Questi consulenti lavorano davvero? Sono pagati davvero in base alla loro capacità e al lavoro che sono stati chiamati a fare?
Dalla lettura dei Curriculum pubblicati la risposta sembrerebbe essere negativa. Rimane il fatto che il malcontento è forte, a livello nazionale e locale. Se davvero Milano si vanta di essere “la capitale Morale del paese” è bene che qualcuno prenda seri provvedimenti.
Intanto è legittimo chiedersi cosa escogiterà il pool degli “uomini marketing” della Moratti per far fronte a questa ennesima figura barbina, dopo la pubblicazione dei redditi dei consiglieri comunali. Si correrà ai ripari mettendo le webcam negli uffici comunali o in quelli dei consulenti per monitorare il lavoro?

giovedì 11 ottobre 2007

scuola come ecologia

La scuola è stata una delle più importanti istituzioni dell’umanità.
Grazie ad essa, l’evoluzione si è trasmessa di generazione in generazione favorendo lo sviluppo intellettuale.
Come accade spesso per le grandi scoperte, capita però di non saperle usare, di usarle male o per scopi sbagliati.
Un primo errore è stato quello di valorizzare la qualità e la quantità di nozioni in possesso dell’insegnante e non la sua capacità di trasmetterle agli allievi, sminuendone così enormemente l’efficacia.
Il secondo, quello di sottovalutare l’insegnamento dell’educazione civica, che avrebbe reso più solide le basi della convivenza e preparato ad un uso più corretto di ciò che si sarebbe appreso, lasciando, invece, questo compito ad organizzazioni dogmatiche e illogiche come la chiesa.
Il terzo, l’aver trascurato la formazione artistica per la comprensione di temi come la musica, la pittura, la scultura, l’architettura, il teatro e così via.
Il quarto è stato il progressivo abbandono della formazione complessiva, preferendo favorire la specializzazione.
Creando così un essere umano sempre più “automa”, magari bravissimo in un solo settore ma non in grado di sapere dove potrà portare ciò che sta apprendendo.
In questo modo anche uno scienziato sarà più facilmente al servizio del potente o della dittatura di turno per creare strumenti, magari perfetti e molto efficaci, ma dannosi per l’ambiente e per il resto della comunità, perché, proprio per mancanza di nozioni generiche, non sarà in grado di valutarne gli effetti.
Il quinto, è stato quello di pensare che la scuola fosse una prerogativa della giovane età e che dopo il nostro cervello poteva entrare nel “paese dei balocchi”.
Considerando che non praticando si dimentica tutto, che nel lavoro
si utilizzano solo alcune nozioni specifiche e che è nella natura umana rifuggire dagli impegni se non sono obbligatori, siamo diventati un’umanità di ignoranti.
Per vari anni ci siamo salvati perché attraverso l’informazione, sia su carta o grazie a radio e televisione, abbiamo integrato la mancanza con ciò che di culturale eravamo costretti a recepire.
Quando l’etere era pubblico, i pochi canali radiofonici e televisivi, ci costringevano a seguire programmi specifici a giorni prefissati: teatro, concerti, commedie e documentari oltre che sport e varietà.
Con la privatizzazione dell’informazione, l’interesse dei mass media non è più la “formazione” di un popolo, ma il “ricavo” su di esso.
Portandoci gradatamente alla più grande catastrofe ecologica della storia: quella della nostra mente.
Oggi abbiamo a portata di mano una quantità d’informazione e di cultura enorme grazie anche a computer e internet, ma, come un alunno snobberebbe la scuola se potesse, così, per nostra natura, siamo portati a non usufruirne.
Come il cane che si morde la coda, più il cervello si svuota di neuroni e più cadiamo in basso nella ricerca della qualità.
L’ultimo prevedibile errore ci porterà ad un ulteriore degrado: nella rendita economica derivata dall’audience, c’è, sempre più insistente (oltre che il calcio, quiz stupidi, sesso, gossip, telenovele squallide, fiction infantili, televendite fasulle, maghi e indovine) la propensione a lucrare sugli omicidi sia reali che nella finzione scenica.
Ricordiamoci che un adulto è ancora in grado di darne una valutazione da evento eccezionale, ma per le nuove generazioni, che non vedono e non sentono parlare d’altro, potrebbe diventare normalità “uccidere”. Come lo è l’utilizzo dell’informatica in cui vivono immersi. Ma anche, in negativo, farsi condizionare dalla moda, convivere con la pubblicità, considerare la politica un fatto d’interessi e la democrazia un optional, diventare accaniti tifosi, reputare doveroso bere acqua minerale, sprecare con cellulari e nuove inutili trappole tecnologiche, se non addirittura drogarsi o considerare normalità “miseria guerre e torture”.
Non tutti, naturalmente.

lunedì 3 settembre 2007